Arriva sempre il momento in cui due persone decidono di andare a vivere sotto lo stesso tetto.
Spesso, quando questo accade, la coppia tende a sottovalutare un fattore essenziale: il luogo dove si vive costituisce il primo tassello di comunicazione nella coppia. Il modo in cui lo spazio viene organizzato dice e definisce tante cose. Quando una coppia decide di andare ad abitare sotto lo stesso tetto, spesso pensiamo che le questioni principali siano economiche, legate al parcheggio e alle piccole emergenze. Quello che tralasciamo è che l’ambiente costituisce il livello di base della comunicazione di coppia.
La questione assume particolare importanza quando è uno dei due a spostarsi nel posto dell’altro. Si tratta cioè di decidere se lasciare le nostre cose o riorganizzare parte dell’ambiente nel suo complesso. Questo ha conseguenze su molti punti di vista, come ad esempio sentire che qualcosa ci appartiene oppure è qualcosa che accettiamo perché ci permette qualcos’altro. L’equilibrio, in questo caso, è molto sottile.
Tenendo insomma presente che gestire uno spazio, riservarsi una zona esclusiva sono tutte cose che una coppia dovrebbe fare assieme e che offrono la possibilità di scoprire molto l’uno dell’altro.
Ognuno di noi cresce sviluppando abitudini sue proprie, che formano una zona di comfort spesso rigida, la cui perdita o cambiamento pensiamo possa provocare conseguenze irreparabili. Questi sono tutti nodi che prima o poi vengono al pettine. Per questo motivo è auspicabile che lo spazio dove si svolge la vita di coppia, anche se fattivamente appartenente ad uno solo dei membri, sia di fatto organizzato e percepito come spazio comune. Quando infatti l’ambiente è organizzato da un solo soggetto, l’altro non solo si trova spaesato: non ha neanche la percezione che sia un ambiente.
L’ambiente è l’organizzazione dello spazio a disposizione. Ecco perché, quando una coppia decide di condividere lo stesso spazio, dovrebbe organizzarlo insieme.