Le 22 tavole rotonde sull’attività dei manager delle aziende tenutesi tra il Settembre 2007 ed il Maggio 2008 hanno prodotto risultati interessanti. Obiettivo era comprendere le sfide che queste persone si trovano ad affrontare, puntando l’occhio sullo sviluppo delle risorse umane.
Reclutamento, assunzione e sviluppo oculati di tali risorse sono un fattore cruciale per lo sviluppo di un business. Allo stesso tempo pochi manager si sono detti soddisfatti dei programmi sviluppati sul tema dalle proprie aziende.
Il ruolo del training e della formazione è risultato l’argomento a lungo più discusso. Quello che si ritiene essere il fattore più grave è la scomparsa della lealtà come valore, che ha dato il passo a turnover dispendiosi e poco efficaci. È pensiero costante che l’investimento nel talento di un giovane executive è ben lungi dal rivelarsi tempo e denaro sprecato, sia nel breve che nel lungo periodo, a condizione che ovviamente tutti i procedenti requisiti siano ampiamente soddisfatti.
Se a questo aggiungiamo anche la successiva creazione di una cultura del ruolo, che fornisca un collante organizzativo alle varie compagnie in espansione, il quadro è completo.
La questione principale è come trovare persone di talento nell’economia attuale, sempre più globalizzata e rapida.
I vecchi processi di sviluppo si sono rivelati insufficienti per fronteggiare le sfide ed i cambiamenti continui fronteggiati dalle varie aziende. Sono necessarie nuove strategie, il fattore preponderante è il cambiamento.
L’altra necessità è quella di trovare nuovi modelli di leadership, in particolar modo un problem solving rapido ed efficace. Esiste infatti un grosso gap tra ciò che viene insegnato alle persone e le risorse necessarie per passare al livello successivo di leadership. Il rischio che, nel giro di 3/5 anni, questo gap cresca è praticamente una certezza; si rende così necessario l’accrescimento delle skills e delle abilità dei nuovi leader affinché questi rispondano pienamente a ciò che viene loro richiesto.
Come conseguenza del livellamento verso il basso delle organizzazioni in tempi recenti, si calcola che il 50% degli attuali leader non sarà più operativo entro i prossimi 7 anni. Va da sé che tutti i CEO e gli executive si affidino a continui programmi e sessioni di coaching per rimanere in carreggiata sia in riferimento agli obiettivi aziendali che a questa deadline ormai che non è tanto in avanti nel tempo.
Emerge da tutto questo che senza formazione si rischia quindi di rimanere al palo; da qui il ricorso a formazione di tipo “test and learn” che non è sempre ben vista dagli attuali leader.
Se da un lato il leader che riveste il ruolo dell’insegnante gode di grande potere, dall’altro non sempre ha il tempo o le abilità per farlo. Questa mancanza di figure non può essere coperta dal personale esistente a causa della continua spinta fuori della propria zona di comfort. come se non bastasse, la pratica di destinare persone di alto potenziale ad un ruolo per non più di 18 mesi, ha talvolta causato anche l’abbandono del posto di lavoro.
La nuova forza lavoro non solo vuole sapere cosa l’aspetta, ma chiede anche scelte e ruoli di responsabilità .
Si rende quindi necessaria la formazione di una leadership futura, con il sempre più necessario ricorso all’outsourcing, in grado di garantire competenza, professionalità e soprattutto un aggiornamento costante. Questo garantirebbe anche la formazione di una categoria inter-funzionale, elemento fondamentale per i leader futuri, pena il rischio che quella percentuale, di qui a 7 anni, diventi sempre più una realtà.
Le compagnie di oggi non sono più quelle di dieci anni fa. Creare una sorta di mosaico che integri la sua storia con le idee e le abilità della nuova dirigenza rimane un punto fermo. È necessario concentrarsi sia sulla continuità che sul cambiamento. Se per il primo dei due fattori la compagnia stessa è il serbatoio dal quale attingere, l’outsourcing formativo consente alle stesse di tenere il passo con l’evoluzione del mercato e delle richieste nei tempi, modi e costi migliori possibili.
Come restare competitivi oggi
Published: 27 February 2009 3:08 PM UTCPosted in: Business & Coaching