Per una interessante coincidenza temporale, il post sulla leadership e l’altrettanta interessante riflessione sulla prospettiva del tempo di Luca Baiguini sono usciti a distanza di poche ore.
Apparentemente, i due scritti non sembrano avere niente in comune, ma se per un momento concentriamo la nostra attenzione sulle implicazioni che entrambi sottintendono, ci rendiamo conto che sono più le somiglianze che le differenze.
Se Luca afferma che la crisi affonda le sue radici nel concentrare le nostre attenzioni sul presente e sulle visioni di breve periodo, noi parliamo di una leadership che è costantemente diretta ed orientata verso un punto di arrivo situato nel futuro.
Ecco quindi che le due prospettive convergono: per sconfiggere la crisi è necessario puntare verso la stabilità ed il consolidamento dei risultati. Riconquistare la visione di lungo periodo, nella quale le cose trovano la loro collocazione ottimale, dove le persone hanno coscienza del loro ruolo e della loro posizione all’interno del processo che contribuiscono a portare a compimento.
Luca ricorda una metafora molto usata in formazione, a sua volta utilizzata da Pietro Nenni durante un suo discorso: davanti a due operai che ammucchiano mattoni, chiediamo cosa stiano facendo. Il primo risponde che sta ammucchiando mattoni, l’altro che sta costruendo una cattedrale.
Proprio la capacità di visualizzare il risultato finale, unita alla consapevolezza del proprio posto all’interno del processo e a quei valori che permettono il costante progresso in avanti, esprime quella costante tensione verso un punto d’arrivo che costituisce, come sappiamo, la vera leadership positiva, quella che delinea la strada e rispetta tutte le sue componenti. Così come rispetta ogni singolo mattone. Perché quei mattoni non sono soltanto valori, strategie, progetti e quant’altro.
Siamo anche, e soprattutto, noi.
La leadership che sconfigge la crisi
Published: 08 June 2009 9:15 AM UTCPosted in: Leadership