Sulla legge di attrazione

Sulla legge di attrazione

The secret, la legge di attrazione, attrarre l’abbondanza… ogni tentativo di trovare un nome migliore per questo stato mentale finisce inevitabilmente per aumentare il numero di nominalizzazioni per una cosa che, più di ogni altra, ricorda un atteggiamento tipicamente Zen. L’assunto che “la forma è il vuoto” ricorda la proibizione fatta da Dio a Mosè: “Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra.” (Esodo 20,4) Tutto ciò invita a concentrarci su ciò che conta davvero, non sulla forma che tali cose assumeranno per divenire vere (o, come si dice nel gergo della legge di attrazione, manifestarsi.)

Ciò che sia la Bibbia che lo Zen vogliono dire è che dare una forma è riduttivo, limitante e controproducente. Gli strumenti musicali hanno una forma determinata per motivi tecnici, ma un libro potrebbe benissimo avere forma circolare o essere fatto di plastica. Un libro non è la sua forma; è l’insieme di parole, pensieri ed immagini che lo formano.

Come in qualsiasi altro settore, gran parte del lavoro consiste nel “mettersi sui binari giusti.” Una volta che l’obiettivo, il punto d’arrivo è fissato, troverà il modo per arrivare a destinazione. L’acqua esce da una sorgente di montagna. Per diventare un fiume affronta numerosi ostacoli e trova sempre il modo per superarli. Se, alla fine, anziché un fiume formerà un lago, ci sarà sempre un motivo. Michelangelo diceva che le statue si trovano già nel marmo, tutto quello che uno scultore deve fare è togliere la pietra in eccesso. Per il David le cose furono un po’ più complesse, ma la statua uscì fuori comunque (se volete sapere la storia, mandatemi un’email). Quando ho tradotto “La legge di attrazione in azione”, mi ha sorpreso quante volte Esther dicesse “in altre parole”, come a dire che c’è sempre un altro modo di dire le cose, che tutte sono giuste e, alla fine, nessuna di queste è mai abbastanza, c’è sempre qualcosa di più o quel qualcosa manca sempre. Sembra quasi che l’unico modo nel quale un obiettivo espresso soltanto a parole possa manifestarsi è quando viene formulato nel modo assolutamente, totalmente ed esattamente migliore, senza omettere niente. In bocca al lupo! È come fare immagini di Dio (mandatemi un’email e vi racconterò anche questa).

Le grandi rivelazioni del genere umano sono sempre giunte in sogno. I sogni sono composti di immagini e sensazioni; le parole giocano un ruolo modesto. Trovare le parole giuste quando si racconta un sogno è spesso un’interruzione di schema che congela il momento e “blocca il flusso”. Ecco perché una scrittura semplice lascia spazio all’immaginazione e, paradossalmente, è più comprensibile di una spiegazione dettagliata.

Mettere da parte l’immaginazione, lasciando al comando le parole, è il primo passo per inficiare la Legge di Attrazione.

Ricordate: un libro non ha necessariamente forma rettangolare e non è per forza fatto di carta. Un libro è l’insieme di immagini in esso contenute, che comunemente chiamiamo parole.

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