Bypassare la logica del contenuto

Bypassare la logica del contenuto

La trappola del contenuto è una vera insidia. Quella stessa ragione che permette grossi balzi in avanti offrendo più prospettive analitiche spesso causa di pause d’arresto che sempre più si ripiegano su se stesse, causando numerosi danni.

Ciò assume particolare significato nelle aziende, dove il tempo è denaro e gli ostacoli non devono essere né rimossi né aggirati, dovendo semplicemente offrire l’occasione di sviluppare una modalità che permetta di avvantaggiarsi dei suggerimenti che essi stessi propongono e, come conseguenza, consentire quell’aumento di creatività, innovazione e – anche quella ci vuole – follia che permetta quel balzo che spesso fa la differenza.

Cadiamo nella trappola del contenuto ogniqualvolta definiamo e strutturiamo qualcosa, racchiudendolo entro ambiti e confini forzosi, mai elastici, che irrimediabilmente non consentono un approccio funzionale al loro superamento. Mi fa pensare a quella scena di Manhattan nella quale Woody Allen dice a Meryl Streep: “Dici che Willy sta bene. Cosa significa: gioca a baseball, fa il travestito….?”

La soluzione adottata sulla base di questa attitudine diventa una pezza messa su un tessuto già liso e che continuerà a consumarsi sempre in quel punto. In due parole non innova, pone soltanto rimedio.

Bypassare la logica del contenuto consente il salto in una posizione nella quale osservare la dinamica e proporre soluzioni basate su un assunto che la trappola del contenuto non consente a causa dei suoi presupposti logici, cosa succederebbe se…, è ciò che conta.

L’approccio a prima vista può apparire irriverente. Solo a prima vista. Completamente svuotato dai dettami e dalle restrizioni che il contenuto impone, esso presenta una dose di creatività e funzionalità insperate.

Quello che spesso serve è un sovvertimento delle prospettive, una radicale nuova modalità di approccio. Se ci attentiamo ai contenuti, questa diventa impresa titanica che spesso esaurisce la sua forza per strada.

Se un problema o un blocco produce alcunché, causa, nella situazione e nelle persone che la sperimentano, un cambiamento di atteggiamento, attenzione, modo di essere e molto altro. Di fronte al “problema” assumiamo una modalità diversa dal solito. Ed ogni volta che si ripresenta, quella modalità fa la sua ricomparsa.

Ecco perché tralasciare i contenuti consente di mettere a fuoco tutto ciò che è connesso a questa modalità, il cui cambiamento produce automaticamente conseguenze sulla situazione.

Senza considerare che l’attenzione sul contenuto comporta numerose conseguenze: data la sua preminenza, molte idee e soluzioni proposte finiranno per scontrarsi con modalità canoniche di pensare e concepire la cosa, facendo sì che la maggior parte delle soluzioni più innovative finiscano per essere scartate sulla base di una non corrispondenza ad un modo di pensare e intendere ampiamente condiviso. Un po’ come chi non legge niente sul monitor del proprio computer perché tutto ciò che vale la pena sapere è fissato su carta. Più “contenuto” di così il messaggio…

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