La ragione per la quale è passato molto tempo dall’ultimo articolo è che volevamo approfondire maggiormente la questione dei ruoli della coppia. Effettuando una ricerca ad ampio spettro e con una notevole biblio e cybergrafia abbiamo notato che due sono i maggiori tronconi su cui si snoda il discorso: l’analisi transazionale, le abitudini ed i ruoli sessuali.
Devo essere sincero: per mia opinione tutto questo appare estremamente, anzi molto, riduttivo. Siamo d’accordo che l’analisi transazionale sia estremamente affascinante e che aiuti la disamina di numerose dinamiche sotto un angolo visuale che, simile all’oracolo di Delfi, affronta le varie fasi della vita dell’uomo. A tutto questo potrebbe essere molto interessante affiancare l’ahimè ormai fuori catalogo “L’ascesa dell’uomo” di Jacob Bronwosky, affascinante storia dell’evoluzione culturale, in modo così da dare una sorta di correzione in senso sociale ad una disciplina che ha moltissimi spunti da offrire ma che, come tutte, non può prescindere dalla dinamica sociale (si veda anche Vogitskij).
In campo transazionale leggiamo che i ruoli della coppia si stabilizzano nei due sessi in età compre tra i 20 anni per la donna e 25 per l’uomo. Al giorno d’oggi tutto questo corrisponde ancora alla fase degli studi o dei primi cicli lavorativi, nei quali è molto improbabile che si sia formata una coppia, qualcosa cioè che condivide uno spazio, ha determinati comportamenti e sostanzialmente si organizza in modo autonomo in uno spazio autonomo.
I quattro ruoli che fanno da cardine a questa impostazione sono interessanti e hanno dalla loro numerosi riscontri, “archetipi” ben fondati nel nostro modo di essere, vivere e relazionarsi. Ad un’analisi categorica dei giochi della coppia (dal punto di vista transazionale Cadonati ne individua 4/5) noi contrapponiamo sempre un modeling ed un’osservazione secondo le modalità proposte da John Grinder prima assieme a Bandler e poi nella sua PNL di nuovo codice. Il tutto perché, se da un lato la classificazione e la nominalizzazione delle modalità è cosa estremamente utile, dall’altro restringe le possibili sfumature rilevanti e tende ad essere letta in modo abbastanza rigoroso, facendole rientrare in una fattispecie piuttosto che in un’altra. Quando poi è la coppia che magari legge un testo e si vuole auto-inquadrare, i risultati sono spesso devastanti, dati appunti i ruoli e le visioni di ogni suo componente.
Poiché già sapiamo che all’interno della coppia esistono dei ruoli e che la tradizione ha un peso rilevante nella definizione degli stessi, prendiamo atto anzitutto della loro dinamica, dopodiché vediamo quanto tutto questo è frutto di pensieri “ereditati”, quanto è funzionale in riferimento all’ambiente nel quale viviamo e quali sono i comportamenti che esprimono questi ruoli e queste convinzioni. In altre parole, più che rifiutare un modello standard, vediamo anzitutto cosa succede nel nostro caso di specie.
Tutto questo porta all’identità, dei componenti e della coppia. Poiché l’identità è la somma di vari fattori – tra questi ambiente, comportamento, valori e convinzioni giocano ruoli fondamentali – sarà interessante vedere il contributo di ogni “ingrediente” e come l’identità dei due componenti si struttura in un’identità di coppia, che sarà diversa dalla mera somma dei suoi componenti.
Accogliere il modello dei livelli di Dilts è utile perché in questo possiamo far rientrare il sesso non come fattispecie a sé stante quanto come risultante di più componenti. Anche perché legittimamente abbiamo assistito a molte mistificazioni e deviazioni sul tema, con un grosso contributo giocato dai media, che danno del sesso un’immagine sempre più avvilente, basata sul vizio o sulla necessità di accoppiarsi senza ritegno ovunque si vada, come a marcare il territorio, salvo poi tirare fuori implicazioni “morali” e sensi di colpa. Leggiamo di giochi sessuali di coppia dove gli uomini diventano donne e viceversa, o dove chi ha coperto un ruolo adesso copre l’altro; genitori irreprensibili che si avvalgono delle prestazioni di persone dal sesso (biologico) in itinere o che diventano erogatori/ici di prestazioni in ambienti organizzati e chi più ne ha più ne metta.
La domanda è: ai fini della disamina della dinamica della coppia e della sua comunicazione hanno più importanza rispetto ad altri fattori? E la risposta per me è negativa. Sono le conseguenze di una struttura, nella quasi totalità dei casi.
Dobbiamo ricordarci infatti che il sesso ha anche una sua dinamica sociale. E non la ha soltanto per l’uomo. Il bonobo (Pan paniscus), scimmia antropomorfa detta anche scimpanzé pigmeo, usa il sesso per scaricare la tensione e a scopo ricreativo, nonché per dirimere questioni sociali; ed è dotato di capacità empatiche, altruismo, compassione, gentilezza ecc.
Alla fine, quindi, la conclusione alla quale giungiamo è che, indipendentemente da quelli che sono i modelli che inquadrano, descrivono e giustificano i comportamenti, è necessario dedicare grande attenzione alle dinamiche della coppia, esercitate in riferimento a dove si svolge la loro vita, quali sono le condotte tenute, quali i valori e quale l’influenza, interna ed esterna, data dalle convinzioni e dai modelli pregressi assorbiti o ereditati per effetto dell’esposizione prolungata a questi ultimi.